L'isola che non c'è 2

Quando viaggio in giro per il mondo, mi piacere scoprire sopratutto ciò che in una città è rimasto di autentico, non le classiche attrazioni da turista…

Quando si va in una nuova città non si ha mai abbastanza tempo per esplorarla e comprenderla affondo, spesso si è obbligati a scegliere su cosa focalizzare il proprio soggiorno, e ognuno viene guidato dai propri hobby o passioni… Io cerco sempre di andare a mangiare da qualunque parte, dai posti di livello a quelli più tradizionali, senza tralasciare street food e mercati… solo dopo aver provato queste differenti esperienze si può dire di aver assaggiato la cucina di un paese a 360°, dai loro prodotti ai loro cibi quotidiani alle loro abitudini passando poi alle preparazioni e ai gusti più ricercati e particolareggiati…

Proprio in una di queste scampagnate alla ricerca di nuovi cibi in giro per Hong Kong, passando dal cibo di strada fra vicoli angusti e seduti attorno a tavolini improvvisati in mezzo alla grande metropoli ci siamo imbattuti in differenti mercati, ognuno specializzato in un diverso ambito. Ci sono zone dove si possono trovare vasche di pesci, molluschi o crostacei vivi, anatre e maialini laccati, verdure appena scottate condite con salse super saporite, zuppe e ravioli… Di questa città mi ha colpito molto le loro influenze, si integra perfettamente oriente e occidente, si passa dalle nuove ed efficienti tecnologie ad utensili e attrezzatura tradizionale. Si possono trovare in un unica città persone da tutto il mondo e questo comporta anche che con loro hanno portato culture diverse e abitudini che sono andate integrandosi con la vita di HK. Questo ha comportato un apertura del mercato e nuovi prodotti sono stati importati, causando però una perdita dei prodotti locali. Oggi giorno a HK non c’è quasi più stagionalità e lo si vede sopratutto al mercato della frutta e verdura, si possono vedere ciliegie e pesche affianco ad arance, angurie e kiwi, ovviamente dai colori sfavillanti e dall’aspetto super curato, ma spesso con un gusto quasi inesistente…

Un mercato che ho trovato invece molto interessante, e forse l’unico rimasto fedele alle loro abitudini, è quello dei prodotti essiccati… Intere strade piene di negozi zeppi di sacchi con ogni prodotto esistente essiccato. Si passa dalla verdura alle radici, dagli immancabili funghi ai pregiati nidi di rondine, però si possono trovare anche alimenti proteici come le capesante, i datteri di mare, le seppie e le ostriche. Questi alimenti possono arrivare ad avere dei prezzi da gioielliere per la rarità dei prodotti o le loro “proprietà miracolose”. Tutti questi prodotti hanno attirato la nostra attenzione… che gusto poteva avere una capasanta o un ostrica essiccata??? Prodotti che noi siamo abituati a mangiare freschissimi ritrovati li secchi, che gusto potevano avere tutte quelle erbe essiccate e sopratutto come potevano venir utilizzate??? Facendo qualche domanda scopriamo che alcune radici ed erbe vengono utilizzati per decotti e tisane, i funghi e gli alimenti proteici per arricchire con il loro sapore e i nutrimenti i brodi… Colpiti da tutta questa varietà di prodotti che non conoscevamo abbiamo deciso di provare ad acquistare i prodotti che più ci ispiravano o che trovavamo particolarmente strani e volevamo scoprire il loro gusto e  la loro peculiarità…

Tornati in Italia abbiamo dato il via libera alle prove!!! Ogni prodotto è stato reidratato e successivamente si è provato ad estrarne il sapore, proprio per capire che gusto potesse avere… Solo dopo averli assaggiati tutti separatamente si poteva avere un quadro più corretto di come utilizzare quei prodotti…il primo pensiero è stato rispettare la funzione originale di questi prodotti e quindi ottenerne un brodo, è bastato assemblare e calibrare ogni gusto ed andare ad armonizzare l’insieme… Dopo qualche prova abbiamo ottenuto il nostro brodo.

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Adesso passiamo al GIOCO 😉

Al tavolo dell’ignaro cliente verrà servito un piatto… Vuoto!!! Ovviamente c’è qualcosa sotto… Assieme arriverà l’addetto ai lavori o il complice che servirà una cupola trasparente con dei germogli che spuntano qua e la… Appoggiandola sul piatto inizierà a sciogliersi e scomparirà parzialmente rivelandosi nella sua natura un semplice e limpido Brodo… Questo perchè il piatto è stato reso molto, ma molto, ma molto caldo e la cupola fatta con una semplice gelatina del nostro brodo inizierà subito a sciogliersi andando via via a scomparire… ecco servita “L’isola che non c’è”….

 L'isola che non c'è 4

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Paolo Griffa

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