Boule de niege4

Jingle bells, jingle bells Jingle all the way,

Oh what fun it is to ride

In a one-horse open sleigh,

O Jingle bells, jingle bells Jingle all the way,

Oh what fun it is to ride

In a one-horse open sleigh.

Boule de niege10

Iniziate a canticchiare questa canzone a maggio e chi vi sta intorno sarà subito pronto a ricordarti che Natale è ancora lontano…

Dopo solo qualche mese capiranno quello che mi stava frullando per la testa…

Natale, la neve, i dolci, i pupazzi di neve, gli alberi di natale, i canditi, le montagne innevate, la cioccolata calda, il caminetto, ecc. questi sono tutto aspetti natalizi sul quale riflettevo per il dolce che sarebbe uscito per l’inverno… Ma per l’appunto eravamo ancora molto lontani da questo clima…

Girando per le città troverete un souvenir che però riesce a racchiudere alcuni di questi aspetti,  senza contare della stagionalità, replica un perfetto clima invernale…

La Boule de Neige!!!

Boule de niege7Un ampolla che custodisce al suo interno un paesaggio, che con una semplice gesto viene avvolto da una bufera di neve, un turbinio che lentamente cade e torna ad adagiarsi sul fondo coprendo con una coltre il paesaggio… tutto questo anche se ci troviamo ai Caraibi con 40°C su una spiaggia!!!

Allusioni a parte… Il pupazzo di neve doveva far parte del dessert!!! È un icona dell’inverno, di festa e divertimento che doveva esserci! Un altro elemento che volevo usare, per il suo gusto e per tradizione, è stato il monte bianco.  Le caldarroste riportano subito alla mente le mani che si sporcano col la buccia arrostita e il suo gusto unico e ricco. Tutte le volte che penso al monte bianco mi viene in mente il lavoro che c’è dietro alla pulizia di tutte le quelle castagne… lavoro che però da un valore aggiunto al dolce una volta ultimato…

Creare un piatto ogni tanto vuol dire trovargli anche un contenitore dove poterlo servire per valorizzarlo o completarlo. A volte la scelta ha una valenza puramente estetica, mentre a volte una valenza funzionale. Spesso nell’ultimo caso ci si ritrova a cercare per molto tempo un contenitore idoneo, ma alla fine ti troverai a farlo fare apposta perché nessuno prima ne aveva la necessità e non esiste… Purtroppo e per fortuna quest’aspetto mi piace molto e andare alla ricerca di materiali e plasmarli fa si che diventino parte integrante del piatto, senza del quale non sarebbe lo stesso. Questo è accaduto per la retina che tiene sospesa l’ampolla con all’interno il pupazzo, che per poterlo mangiare andrà svuotata, senza far danno!!! ed ecco pensare a uno strato che facesse da filtro che potesse alloggiare tutto il liquido, che però essendo parte integrante del piatto doveva poi avere un foro per inserivi una cannuccia che permettesse di berlo.

foto 2Gli elementi ormai ci sono tutti… un pupazzo di neve, la boule de neige, il monte bianco, gli abeti e dei tronchetti… adesso doveva avere un gusto armonico, fresco e unico… Il pupazzo ha un anima… di latte in polvere caramellato, avvolto da un cremoso di cioccolato Bio con una testa di macadamia salata, tutto appoggiato su un biscotto al cocco e chablonato con del cioccolato bianco e biossido di titanio. L’espressione che assumerà dipende da molti miei stati umorali di circostanza, variabili per tempo o forme particolari, perchè essendo un prodotto 100% senza stampi, ogni pezzo e unico e con delle sue particolarità…il naso/carota poi lo completa. L’acqua della boule è di lime e menta con del cocco grattugiato a riprodurre la neve. L’impasto del monte bianco e molto classico, ma rinforzato con delle ciliegine sotto grappa. Gli abeti sono una ganache al pistacchio ricoperti di granella di pistacchio e tè matcha e i suoi tronchi sono ottenuti da un impasto di cioccolato al gianduia e crêpe dentelle.

Boule de niege5

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Paolo Griffa

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